Press

Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Global Review

I commercialisti alla sfida dell’internazionalizzazione

Un’apposita commissione del Consiglio nazionale punta a sostenere i professionisti italiani al fianco delle aziende del nostro Paese che operano oltre confine e di quelle straniere che investono da noi. A Bologna un confronto con i colleghi austriaci

di Filippo Maria Invitti

Siamo la cinghia di trasmissione delle pmi in Italia e nel mondo. Potrebbe essere questo il nuovo slogan dei commercialisti italiani che guardano la prospettiva professionale futura in ottica internazionale e che vogliono contribuire al rilancio dell’economia del nostro Paese con un approccio nuovo che manifesti agli occhi degli imprenditori l’intenzione di essere al loro fianco anche nella complessa sfida di presidiare i mercati esteri.
Il commercialista in Italia è un professionista in grado di affrontare materie diverse da quelle prettamente contabili o fiscali, come invece accade in altre nazioni: ha conoscenze giuridiche ed aziendali, ma si presta anche a svolgere la propria consulenza in ambiti finanziari e in molte altre discipline. Per questi motivi, la sua funzione rappresenta il principale riferimento per i titolari delle imprese, in particolare di quelle aventi dimensione media o piccola. Questa particolare condizione, unica nel panorama delle professioni giuridico-economiche mondiali, offre ai tanti commercialisti che sempre più si stanno avvicinando alla materia dell’internazionalizzazione una straordinaria opportunità di crescita sia personale che professionale.
Per meglio andare incontro alle esigenze delle aziende che desiderano sviluppare anche all’estero la propria attività, nonché per favorire l’attrazione degli investimenti esteri in Italia, il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili ha istituito un’apposita commissione di studio denominata appunto “Internazionalizzazione delle imprese”. Questa struttura mira essenzialmente a facilitare l’approccio dei commercialisti italiani con le materie afferenti le tante discipline che li attendono nel momento in cui decidono di supportare efficacemente aziende italiane che intendono operare oltre confine, piuttosto che imprese straniere che decidono di sviluppare il loro business in Italia. Quattro sono gli assi operativi attraverso i quali la commissione svolge la sua funzione di ausilio alla categoria: il contributo alla programmazione di un’attività formativa specialistica e coordinata a livello nazionale sulla materia dell’internazionalizzazione; la mappatura dei commercialisti che svolgono o che intendono svolgere assistenza alle imprese che operano da e con l’estero (attraverso la creazione di una piattaforma online che consentirà a tutti i soggetti terzi che ne avranno accesso di avere il riferimento dei professionisti specializzati per ogni Paese); lo studio e la messa a disposizione a tutti gli appartenenti alla categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di informazioni, competenze e relazioni per agevolare l’attrazione degli investimenti esteri in Italia; ed, infine, la promozione del ruolo del commercialista con tutti gli interlocutori stranieri, siano essi appartenenti alla comunità diplomatica o alle istituzioni straniere pubbliche e private fino all’implementazione di accordi di cooperazione con gli ordini professionali omologhi degli altri Paesi, finalizzati alla migliore assistenza alle imprese.
In quest’ottica si è svolto a Bologna, grazie alla disponibilità dell’Ordine locale dei commercialisti, un importante incontro con una delegazione di commercialisti austriaci che ha visto la presenza, tra gli altri, di Peter Katschinig, membro effettivo del Consiglio nazionale austriaco. Durante il dibattito sono stati trattati diversi temi: dalle caratteristiche del sistema imprenditoriale austriaco - che si è detto molto simile a quello italiano essendo costituito per la maggior parte da pmi - alle agevolazioni fiscali previste dall’ordinamento legislativo locale a favore degli investimenti dall’estero; fino alla decisa volontà di molti operatori di impresa austriaci di spingersi in Italia per migliorare il proprio grado di internazionalizzazione. Vi è stato anche modo di confrontarsi tra i tanti commercialisti austriaci presenti che hanno condiviso le loro esperienze con i colleghi italiani.
L’evento si è concluso con l’auspicio di sottoscrivere un accordo basato sulla volontà di creare sinergie per lo scambio di informazioni e possibilmente di tirocinanti, al fine di ampliare le opportunità di business e collaborazione tra i due Paesi. Dopo l’evento di Bologna potrebbe esserci l’occasione di promuovere una missione di ricognizione diretta dei professionisti italiani in Austria per confrontare ancora le opportunità da offrire alle imprese italiane assistite.