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Italians Do It Better

Guardiamo il mondo con lo stupore di un bambino

Nato come blog personale di un'italiana a New York, Nuok e? diventato in breve un network con sessanta inviati sparsi in tutto il mondo.

di Maria Cafagna

Sul loro sito, l'inizio di questa avventura ha l'incipit di una fiaba contemporanea: “spinta dall’amore per uno scrittore squattrinato che studia cinema con James Franco, una giovane e brillante creative thinker si trasferisce a NYC e apre un blog”.

Lui è Leonardo Stagliano, lei Alice Avallone, il blog è Nuok che in qualche anno è diventato un network con inviati (i nuokers) in tutto il mondo. Grazie anche allo stile scanzonato, ironico e leggero, il blog si è trasformato in un vero e proprio punto di riferimento per chiunque desideri viaggiare lontano dai soliti itinerari e con un occhio al portafogli. Ci siamo fatti contagiare dall'energia di Alice Avallone che in questa intervista ci parla della sua “fiaba”.

Come nasce Nuok?
Nato come mio blog personale a New York nel 2009, in poco tempo Nuok è diventato un magazine online di viaggio, cibo, arte e cultura, senza fine di lucro. Il nostro segreto iniziale è stato il passaparola: gli amici dei primi ragazzi coinvolti hanno iniziato a seguirci, poi gli amici degli amici, e così via. Tutto è avvenuto in modo spontaneo, senza investimenti, pubblicità a pagamento o strategie digitali. Oggi il network comprende una sessantina di redattori italiani che vivono nelle principali città in Italia e nel mondo, e le raccontano in tempo reale.

Chi sono i nuokers?
Chi scrive per questo magazine si chiama nuoker, e queste sono le sue principali caratteristiche: giovane, curioso, ironico, viaggiatore e italiano. Qualche anno fa il termine è entrato a far parte anche dei neologismi della Treccani. I nuoker esplorano le più belle città dei cinque continenti e sviluppano uno storytelling con lo stupore tipico dei più piccoli. Lo stesso nome “Nuok” è la trascrizione di come un bambino pronuncerebbe la parola “New York”. Per ogni città abbiamo mantenuto lo schema: prendiamo il nome in inglese (o in dialetto) e immaginiamo come potrebbe essere pronunciato. Lannon, Peris, Rroma, Pizburg, Ellei, Venessia...

Quali caratteristiche deve avere un logo per attirare la vostra attenzione?
Lasciamo la scelta ai nostri nuoker e alla loro esperienza di "insider" di una città. Su Nuok abbiamo nove categorie: Urban safari, dove proponiamo percorsi inediti all’interno dei quartieri; Coolture, per monumenti, istituzioni e chiese; Wish Bag, a caccia di negozi e mercati; Coffee Time, con i suggerimenti per colazione e merenda; Let’s Eat, dedicata ai ristoranti; By Night, ai locali notturni; Go Green, tra la natura; Sleep Tight, indichiamo dove dormire; e infine Day Trip, dove portiamo i lettori a fare gite fuori porta.

Come nascono le guide anti-crisi "Roma Low Cost" e "New York Low Cost"?
Quando la casa editrice BUR Rizzoli ci ha chiesto se eravamo interessati a scrivere guide su carta, non ci sembrava vero, si stava realizzando un sogno. La collana Low Cost esisteva già con alcune pubblicazioni, e non abbiamo dovuto far altro che continuare a raccontare le meraviglie di una città, con un taglio rivolto alla salvaguardia del portafoglio. Alle due pubblicazioni dedicate alla Capitale e alla Big Apple, da dove tutto è nato, in autunno si aggiungerà un terzo volume su Londra Low Cost, scritto dai nostri nuokers Giulia Turbiglio e Enrico Rossi, con la supervisione di Francesca Martellini.

Cosa consiglieresti a un turista che vuole vivere una città lontano dai soliti itinerari?
Se si hanno a disposizione alcuni giorni per visitare una nuova città, il mio consiglio è quello di lasciare in albergo guide e mappe e perdersi nelle stradine, fermarsi a guardare gli abitanti nelle loro attività quotidiane, prendersi tempo senza ansia di dover visitare a tutti costi subito quel tale museo: solo perdendosi si può trovare e abbracciare la vera anima di un tessuto urbano.