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Cultura

Fra’ Luca Pacioli, una mostra a Sansepolcro

Nel cinquecentenario della morte, la sua città natale lo celebra fino al 24 settembre con un’esposizione presso il Museo civico che ospiterà anche il De Divina Proportione

Matematico, filosofo, ispiratore e amico di grandi artisti, autore di una visione del mondo sulla soglia di un radicale cambiamento delle prospettive universali, geografiche, economiche, politiche e religiose. Parliamo di Luca Pacioli, il frate che scoprì e introdusse il sistema della “partita doppia” che è alla base di tutta la ragioneria e che Sansepolcro, sua città natale, celebra fino al 24 settembre con la mostra “Luca Pacioli tra Piero della Francesca e Leonardo” in occasione del cinquecentenario della morte.

Nato a Borgo Sansepolcro nel 1445 circa e morto a Roma il 19 giugno 1517, Luca Pacioli aiuta a comprendere un’epoca di radicali cambiamenti, il passaggio verso un mondo globale. La sua carriera, infatti, si svolge lungo un quarto di secolo, tra due date altamente simboliche. La prima è il giorno della morte di Piero della Francesca, quello stesso 12 ottobre 1492 in cui Cristoforo Colombo mise piede sul Nuovo Continente. La seconda data è il 1517, anno non solo della morte di Pacioli, ma anche dell’avvio della Riforma di Martin Lutero. Nulla sarà più come prima. Durante questi venticinque anni Luca Pacioli viaggia, insegna, scrive, incontra artisti, frequenta corti rinascimentali e storiche università, si confronta con i matematici, diventa un’autorità assoluta in Europa per quanto riguarda l’organizzazione dei libri commerciali e lo sviluppo della geometria solida.

Il suo principale trattato, De Divina Proportione, scritto durante il soggiorno alla corte milanese di Ludovico il Moro, e illustrato grazie alla collaborazione con Leonardo da Vinci, è una delle opere fondamentali per capire l’arte e la cultura dell’umanesimo prospettico.
Da Piero della Francesca a Leon Battista Alberti, da Bramante a Raffaello, da Leonardo ad Albrecht Dürer: l’elenco degli artisti con cui Luca Pacioli entra in contatto è impressionante perché riunisce alcuni dei massimi protagonisti del passaggio tra la visione del mondo quattrocentesca e l’apertura a orizzonti nuovi, in una combinazione tra il rigore della geometria e la disponibilità a mettersi in gioco su spazi geografici e mentali molto più aperti. Dalla logica di una costruzione “chiusa”, attentamente misurata dalle risorse fisiche e intellettuali dell’uomo, si passa infatti progressivamente ad un respiro universale.

L'esposizione si propone dunque di esplorare i rapporti e le relazioni tra lo stesso Pacioli e i grandi pittori dell’epoca, indagando il venticinquennio cruciale per la transizione all’epoca moderna. In mostra, accanto ai tre scritti di Pacioli (De Divina Proportione, Summa de Arithmetica, De ludo schaccorum, detto Schifanoia), il celebre “Studio per la testa di Leda” di Leonardo da Vinci, concesso in prestito dalle Civiche Raccolte d’Arte del Castello Sforzesco, due incisioni di Dürer e una Madonna con il Bambino del Giampietrino dal Museo Poldi Pezzoli di Milano. Splendide sono le due tarsie con solidi geometrici, realizzate da fra’ Damiano Zambelli che ha seguito esattamente le indicazioni di Pacioli e provenienti dal convento di San Domenico a Bologna. Parte integrante del percorso espositivo sono inoltre il nitido Ritratto d’uomo di Ercole de’ Roberti (collezione privata) e i capolavori del Museo di Sansepolcro come il San Giuliano di Piero della Francesca e il Martirio di san Quintino di Jacopo Pontormo.

La mostra dedicata a Luca Pacioli, infine, si inserisce in un più ampio programma culturale che comprende un convegno internazionale di studi, seminari didattici, iniziative per le scuole, competizioni scacchistiche - Pacioli è stato anche autore di un trattato sul gioco degli scacchi, scritto alla corte di Mantova per Isabella d’Este -, e percorsi che si sviluppano tra il Museo Civico e la Casa di Piero della Francesca. Attraverso opere d’arte di profonda bellezza, preziosi volumi, memorie storiche e installazioni immersive, sempre in dialogo con i capolavori di Piero della Francesca ospitati nel Museo, la mostra vuole ricordare il ruolo fondamentale avuto da Luca Pacioli nello sviluppo di una moderna visione del mondo.