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Commercialisti, parte l'ascolto della categoria sulla riforma dell'ordinamento professionale

Informativa del Consiglio nazionale agli Ordini territoriali per un confronto sulle possibili modifiche alla legge istitutiva della professione. Il 4 luglio a Roma Assemblea aperta a tutti gli iscritti. Poi dialogo con le Istituzioni

Un confronto democratico senza precedenti, che coinvolgerà l’intera categoria dei commercialisti sulla definizione di una proposta organica di riforma dell’Ordinamento professionale e che si concluderà il prossimo 4 luglio con un’Assemblea dei Presidenti aperta per la prima volta a tutti gli iscritti. Lo ha annunciato oggi, con un’informativa inviata agli Ordini territoriali, il presidente nazionale della categoria, Massimo Miani. Agli Ordini locali Miani sottopone le riflessioni elaborate dal Consiglio nazionale, raccolte in un testo che contiene una serie di proposte di interventi “tecnici” di manutenzione e adeguamento della norma (il d.lgs. n. 139/2005), elaborati tenendo conto dell’esperienza dei primi 10 anni di vigenza dell’Ordinamento professionale.

Al testo normativo è accluso anche un documento che riepiloga i temi più “politici” sui quali Miani chiede l’opinione dei presidenti degli Ordini locali e quella dei loro iscritti. Si tratta di questioni che riguardano essenzialmente, ma non solo, la rappresentanza territoriale e nazionale della Categoria.

Rispetto alle proposte avanzate dal Consiglio nazionale, gli Ordini territoriali potranno rispondere proponendo di mantenere immutata l’attuale formulazione della norma oppure scegliendo una delle soluzioni ipotizzate dal Consiglio Nazionale o, infine, proponendo soluzioni alternative. Il termine per la presentazione delle osservazioni è fissato il 24 giugno.

Ordini territoriali
Tra le ipotesi di modifica sottoposte al dibattito interno alla categoria ci sono quelle relative agli Ordini territoriali. In considerazione delle criticità evidenziatesi nel corso dei primi dieci anni di vita dell’Ordinamento, bisognerà valutare l’eventualità di prevedere una disciplina dei coordinamenti territoriali e quella di delegare le funzioni dei Consigli di disciplina locali ad organismi da costituirsi su base regionale o nell’ambito delle corti d’appello. Altra ipotesi in campo è quella di prevedere l’obbligatorietà delle forme di collaborazione tra gli Ordini previste per la PA ai fini dell’organizzazione dei loro uffici. Una riflessione è sollecitata anche sulla ipotesi di accorpamento degli Ordini con un numero di iscritti inferiore ad una certa soglia, con il vincolo di averne in ogni caso almeno uno per regione. Confronto aperto, infine, su una revisione del sistema elettorale locale, con l’assegnazione dei seggi di minoranza subordinata al raggiungimento di una soglia pari al 20% dei voti validi e sul mantenimento o meno del limite del doppio mandato nei Consigli degli Ordini territoriali.

Consiglio nazionale
Tra i temi di riflessione c’è anche quello della riduzione del numero dei Consiglieri nazionali. L’opzione sottoposta al giudizio della categoria ne prevede 15 (oggi sono 21), 5 per l’Italia settentrionale, 5 per quella centrale e 5 per quella meridionale e insulare, con garanzia di rappresentanza di almeno tre regioni per ogni macroarea. Altra previsione riguarda il Consiglio di disciplina, composto da 6 membri nominati direttamente dagli Ordini locali, con criteri di rappresentanza da definirsi. Discussione aperta, infine, anche sulla possibilità di modificare i voti da assegnare ai singoli Ordini per le elezioni del Consiglio nazionale.

Tirocinio ed esame di Stato
Importanti anche le ipotesi di modifica in materia di tirocinio ed esame di Stato. Per riallinearlo a quello dei revisori, si ipotizza l’ampliamento della durata del tirocinio a tre anni (dai 18 mesi attuali), di cui due da svolgere in concomitanza con il biennio della laurea specialistica. Ipotizzata anche l’eliminazione della terza prova dell’esame di Stato e la sostituzione con quella in materia di revisione prevista dal DM 63/2016. Obiettivo è quello di eliminare la quarta prova aggiuntiva introdotta ai fini dell’equipollenza con i revisori legali.

“Quello che parte oggi – afferma Massimo Miani – è un percorso di confronto e partecipazione democratica che non ha precedenti nella storia della nostra categoria. Ascolteremo Ordini, Associazioni, Casse di previdenza. E invito gli Ordini ad organizzare incontri finalizzati a raccogliere nei territori le opinioni di tutti gli iscritti interessati. Il mio auspicio è che si sviluppi un dibattito il più diffuso possibile. Sulle osservazioni pervenute ci confronteremo infine nel corso dell’Assemblea dei Presidenti già fissata per il prossimo 4 luglio che, per l’occasione, sarà aperta, nella sessione pomeridiana, anche a tutti i Colleghi che vorranno partecipare. Anche questa una novità assoluta. Un percorso che ci porterà ad una proposta condivisa da sottoporre alla politica e alle Istituzioni nei prossimi mesi”. Nell’informativa Miani ricorda come già durante lo scorso mandato, “il Consiglio Nazionale aveva operato un attento esame del d.lgs. n. 139/2005, volto prevalentemente a modificare od integrare quegli articoli della norma che, in fase applicativa, avevano richiesto alcuni interventi interpretativi”.

“Pur nella piena consapevolezza che la nostra professione è oggi quotidianamente impegnata a lavorare in un contesto politico ed economico sempre più difficile”, scrive Miani, “che richiede da parte degli organi rappresentativi una costante presenza nel dibattito sugli innumerevoli temi che investono la nostra attività, abbiamo deciso di continuare a ragionare anche sulla revisione del nostro Ordinamento, convinti che esso possa costituire un importante strumento per la nostra crescita”. “L’assenza di interlocutori politici, ancorché contingente”, conclude, “agevola in questo momento la creazione di uno spazio di confronto interno sulla nostra legge professionale, senza ovviamente farci distogliere l’attenzione dai ben più importanti temi che sono già alla nostra attenzione”.