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Professione Economica e Sistema Sociale Testata Ufficiale del Consiglio Nazionale
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

CNDCEC Report

CNDCEC Report

L'attività di dicembre del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili

di Ufficio Stampa CNDCEC

Economisti e Giuristi insieme
È nata ufficialmente a Roma lo scorso 15 dicembre l’associazione “Economisti e Giuristi Insieme” che sancisce l’alleanza strategica tra i Consigli nazionali di avvocati, commercialisti e notai. Un’intesa che punta a rafforzare l’azione coordinata tra le professioni giuridico-economiche che a breve individueranno un pacchetto di temi comuni su cui elaborare proposte da sottoporre alla politica, anche in vista della prossima tornata elettorale.
Il presidente dei commercialisti, Massimo Miani, auspica che l’intesa possa riprodursi anche a livello territoriale attraverso l’alleanza degli Ordini locali di avvocati, commercialisti e notai per promuovere l’interlocuzione con le Istituzioni, la Pubblica amministrazione e tutti quei soggetti ritenuti strategici per la tutela degli interessi comuni delle professioni rappresentate.

Terzo settore
Le erogazioni liberali e il social bonus sono i temi della riforma del Terzo settore analizzati in un documento di ricerca dalla Fondazione nazionale dei commercialisti.
Già all’indomani dell’attuazione della riforma, il Consiglio nazionale dei commercialisti aveva pubblicato una prima circolare che illustrava i contenuti del nuovo Codice del Terzo Settore. Tuttavia, come spiega il consigliere delegato del Cndcec Maurizio Postal, la rilevanza della riforma in atto, nonché l’ampiezza dei temi affrontati, ha suggerito l’opportunità di effettuare anche degli approfondimenti monotematici dei principali contenuti della riforma, mediante la pubblicazione di alcuni documenti della FNC.

Fatturazione elettronica
Preoccupa i commercialisti la previsione contenuta nella legge di bilancio 2018 che estende l’obbligo di fatturazione elettronica a tutte le transazioni tra privati poste in essere dal 1° gennaio 2019 (ad eccezione dei contribuenti ex-minimi e in regime forfettario), con un’anticipazione al 1° luglio 2018 per le cessioni di carburanti per motori e le prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti nel quadro di un appalto pubblico.
“Le novità – afferma il presidente del Cndcec, Massimo Miani – ci lasciano molto perplessi e ci spingono, sin d’ora, a denunciare l’assurdità di un’estensione generalizzata di tale obbligo indistintamente a tutti i 4 milioni e oltre di partite IVA in un unico d-day, individuato nel capodanno 2019, che già lascia presagire scene di isteria collettiva o diffusi stati d’ansia da trasmissione telematica”.

Disclosure di informazioni non finanziarie
Fornire una panoramica generale sugli sviluppi relativi alla rendicontazione di sostenibilità e all’asseverazione dei relativi strumenti di disclosure. È il principale obiettivo del documento del Consiglio nazionale dei commercialisti “Disclosure di informazioni non finanziarie. Tendenze internazionali e nazionali sulle attività di rendicontazione e di asseverazione”.
“Poiché ai fini della predisposizione della dichiarazione di carattere non finanziario e della relativa attestazione di conformità – affermano i consiglieri Raffaele Marcello, delegato a Principi contabili, di Revisione e Sistema dei controlli, e Massimo Scotton, delegato a Diritto societario, Sistema di amministrazione e controllo – occorre attenersi a linee guide e standard riconosciuti, il CNDCEC può proporsi come in passato quale operatore istituzionale di riferimento di settore ai fini dello sviluppo di linee guida e documentazione tecnica e/o della calibrazione delle linee guida esistenti per promuoverne l’applicazione da parte delle PMI”.

Patrimonio netto
“Patrimonio netto” è il titolo del secondo contributo in tema di novità in materia di bilancio predisposto da Consiglio nazionale dei commercialisti e Confindustria. Il documento, infatti, segue la pubblicazione del primo lavoro “Problematiche e soluzioni operative per il passaggio alle disposizioni del D.Lgs. n. 139/2015 e ai Principi contabili nazionali” del marzo 2017.
“I nostri enti – affermano Raffaele Marcello, consigliere nazionale dei commercialisti con delega ai Principi contabili e di valutazione, e Francesca Mariotti, Direttore dell’Area Politiche Fiscali di Confindustria – aspirano a creare elaborati di utilità per gli operatori, fornendo spunti di riflessione e soluzioni operative per l’applicazione delle norme sul bilancio, in conformità ai principi contabili nazionali elaborati dall’OIC, indicando percorsi di prassi su tematiche di non facile interpretazione”.

Mandato 2.0 “Commercialista del lavoro”
Un facsimile di lettera d’incarico professionale per adempimenti e consulenza in materia di lavoro, previdenza, assistenza sociale e amministrazione del personale è stato messo a disposizione degli iscritti all'Albo da parte del Consiglio nazionale dei commercialisti nell’ambito di “Mandato 2.0”, il software gratuito per la predisposizione del mandato professionale. Si tratta del 17° esempio di mandato, e relativo budget preventivo di onorari e spese, dopo quelli messi a disposizione lo scorso 21 settembre.
“Il nuovo facsimile – spiegano Giorgio Luchetta, consigliere delegato a Compensi ed onorari professionali, e Roberto Cunsolo, tesoriere e delegato al Lavoro, – risponde alle esigenze degli oltre 22mila commercialisti che si occupano della consulenza in materia di lavoro e che assistono quasi un milione di aziende. Questo ulteriore arricchimento del software Mandato è la dimostrazione del rinnovato interesse del Consiglio nazionale per un ambito professionale sempre più strategico per la categoria”.

Revisione legale
I dottori commercialisti e gli esperti contabili, iscritti anche nel Registro dei revisori legali, che hanno seguito i corsi e-learning predisposti dal MEF ai fini dell’assolvimento dell’obbligo formativo riguardante la revisione legale (art. 5 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39) potranno utilizzare i crediti conseguiti anche ai fini dell’assolvimento dell’obbligo formativo previsto dal Regolamento della formazione professionale continua del Consiglio nazionale dei commercialisti.
Lo comunica il consigliere del Cndcec delegato alla materia, Raffaele Marcello, che ricorda come “il Consiglio nazionale, a seguito dell’intesa con il MEF, procederà all’accreditamento dei corsi e-learning predisposti dallo stesso Ministero. A ciascun modulo verrà attribuito un credito formativo professionale”.
Nei primi mesi del 2018, inoltre, il MEF metterà a disposizione del Consiglio nazionale i nominativi dei partecipanti ai corsi e-learning con l’indicazione dei crediti formativi conseguiti. Sarà poi cura del CNDCEC trasmette questi dati agli Ordini territoriali di categoria per consentire l’attribuzione dei crediti formativi ai singoli professionisti.

Attività internazionale
È stato pubblicato il primo numero dell’informativa periodica Cndcec-Fnc dedicata all’Attività internazionale. Lo ha comunicato Alessandro Solidoro, consigliere nazionale del Cndcec delegato alla materia, che spiega come l’informativa sia “finalizzata a condividere con i colleghi le novità e gli sviluppi in ambito internazionale, con riferimento alle diverse attività svolte dai commercialisti e in particolare alle aree di fiscalità, bilancio, revisione, antiriciclaggio ed insolvenza. È evidente come il contesto internazionale e quello europeo siano una fonte rilevante che compone il quadro delle regole tecniche e delle modalità di svolgimento dell’attività professionale. È quindi divenuta oggi centrale la partecipazione attiva al processo normativo e di standard setting internazionale apportando il contributo e l’esperienza della professione italiana in tutte le fasi del complesso iter di definizione delle policy, di emanazione di direttive, regolamenti e standard nelle diverse aree”.

Enti locali
Si è insediata presso il Consiglio nazionale dei commercialisti la commissione chiamata ad aggiornare i Principi di vigilanza e controllo dell’organo di revisione degli enti locali (già elaborati dal Consiglio nazionale negli anni scorsi) per adeguarli al d.lgs. 118/2011 e alle recenti novità normative in materia di enti pubblici e società partecipate da amministrazioni pubbliche.
“La commissione – sottolineano il vicepresidente Davide Di Russo e il consigliere Remigio Sequi, titolari della delega agli Enti locali – si pone l’ulteriore obiettivo di redigere un codice etico e di comportamento per l’organo di controllo ed è espressione di un’importante sinergia tra Consiglio nazionale e Commissione Arconet (Armonizzazione contabile enti locali), coinvolta direttamente nei lavori attraverso la personale partecipazione dei suoi componenti”.

Spesometro
Per gli studi dei commercialisti lo Spesometro ha comportato una perdita netta complessiva di 113 milioni di euro. Una cifra che, divisa per i quasi 70mila studi professionali della categoria presenti sul territorio nazionale, equivale a circa 1.600 euro a studio. Sono i principali risultati di un sondaggio condotto dal Cndcec tramite la sua Fondazione nazionale, al quale hanno risposto settemila studi. In particolare, la ricerca è stata concepita per misurare lo sforzo sopportato dagli studi e dal personale complessivamente coinvolto che, tra i mesi di settembre e ottobre 2017, hanno dovuto fronteggiare una serie di difficoltà operative: adeguamento dei software e dei processi organizzativi, imprevisti tecnici e notevoli complessità operative connesse alle novità dell’adempimento, estrema analiticità dei dati richiesti.
“Questo sondaggio – afferma il presidente nazionale della categoria, Massimo Miani – certifica l’enormità dei costi sopportati dai nostri studi e le perdite che ne sono derivate, per un adempimento che avevamo da subito giudicato inutilmente complesso”.

Crowdfunding
Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha espresso soddisfazione per l’avvenuta revisione del regolamento Consob sul crowdfunding sulla base della legge di bilancio per il 2017 e del decreto legislativo 129/2017 di recepimento della Mifid 2. Per il presidente della categoria Massimo Miani “l’adeguamento del regolamento potrà ora consentire un maggiore utilizzo di questa forma di accesso al mercato dei capitali, inizialmente riservata alle start-up e alle PMI innovative, da parte di tutte le piccole e medie imprese”.
I consiglieri Lorenzo Sirch e Maurizio Grosso, codelegati alla Finanza aziendale, hanno sottolineato “il recepimento sostanziale delle proposte avanzate dal Consiglio nazionale in sede di consultazione, che hanno portato alla necessità di integrare l’offerta con ulteriori informazioni sull’emittente di utilità per gli investitori con una valorizzazione del ruolo del commercialista nell’utilizzo dello strumento da parte delle proprie aziende clienti”.

Enti locali
Si è insediato presso il CNDCEC il gruppo di lavoro per l’attività di revisione negli enti locali al fine di elaborare una serie di fogli di lavoro che possano agevolare l’attività dei commercialisti che svolgono la delicatissima funzione di vigilanza e controllo.
“In questo modo – spiegano il vicepresidente della categoria Davide Di Russo e il consigliere nazionale Remigio Sequi, titolari della delega agli Enti locali – si vuole fornire uno strumento per la documentazione della fase operativa di esecuzione dell’incarico, che si sviluppa nell’arco di verifiche periodiche finalizzate non solo ad appurare il rispetto della legge, dello statuto, dei regolamenti e dei principi contabili, ma anche a esaminare le procedure relative al sistema contabile-amministrativo e le tecniche di controllo previste da tali procedure”.

Assemblea dei Presidenti
Si è svolta il 6 dicembre, presso il Mood Hotel – Nazionale Spazio Eventi a Roma, l’Assemblea dei presidenti dei 131 Ordini territoriali dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.
Dopo la relazione del presidente del CNDCEC, Massimo Miani, sull’attività svolta dal Consiglio nazionale, è intervenuto il tesoriere Roberto Cunsolo che ha illustrato il bilancio preventivo 2018, approvato all’unanimità dai presidenti degli Ordini territoriali.

Codice antimafia
In occasione dell’entrata in vigore del nuovo Codice antimafia, il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato uno Speciale sulla riforma dal titolo “La Riforma del d.lgs. n. 159/2011. Antimafia, corruzione e nuovi mezzi di contrasto”.
Il lavoro è strutturato in quattro distinti moduli: Prospetto di sintesi delle modifiche normative; Le innovazioni sui presupposti e sul procedimento per l’applicazione delle misure di prevenzione; Le modifiche alla gestione e alla destinazione dei beni – l’ANBSC; La tutela dei terzi e i rapporti con le procedure concorsuali.
“Il Consiglio nazionale – hanno affermato Valeria Giancola e Giuseppe Tedesco, consiglieri delegati a Funzioni giudiziarie e Metodi ADR – in veste di rappresentante istituzionale di una categoria professionale ampiamente coinvolta nella fase di amministrazione e gestione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata, intende dedicarsi, con costante attenzione, all’analisi degli aspetti critici della riforma, anche in considerazione della necessità di attenzionarli, nuovamente, al legislatore”.

Consiglio di disciplina
Il Consiglio di disciplina del Consiglio nazionale dei commercialisti ha fatto tappa a Cagliari lo scorso 5 dicembre, nell’ambito di un corso formativo organizzato dall’Ordine locale della categoria.
Relatori dell’incontro sono stati i componenti del Consiglio di disciplina del CNDCEC: il presidente Remigio Sequi con Maurizio Grosso, Giorgio Luchetta e Francesco Muraca. “La deontologia – ha affermato Giorgio Luchetta, consigliere del CNDCEC delegato alla materia – è collante e segno indelebile di una categoria professionale autorevole e severa prima di tutto con se stessa. Essa caratterizza il percorso di un’intera categoria con più di 500 anni di storia, da sempre al fianco del Paese, linfa vitale di quella spina dorsale che sono gli imprenditori. La deontologia, le sanzioni, la disciplina, lo studio continuo obbligatorio, le scuole di alta formazione, il ruolo di trait d’union tra cittadini ed amministrazione finanziaria meritano una assoluta attenzione da parte delle Istituzioni”.

Antiriciclaggio – Promozione e controllo degli obblighi posti a capo degli Ordini
Il Consiglio nazionale dei commercialisti è tornato sul tema degli obblighi posti in capo agli Ordini professionali dalla nuova normativa antiriciclaggio (D.lgs. n. 90/2017). Lo ha fatto attraverso l’informativa n. 68/2017 che analizza le funzioni di promozione e di controllo dell’osservanza degli obblighi gravanti sugli iscritti che la nuova normativa pone a carico degli Ordini.
Per quanto riguarda la funzione di promozione, si legge nel documento, è opportuno che i Consigli degli Ordini incrementino nei propri programmi di formazione continua obbligatoria la presenza della disciplina antiriciclaggio. Ad essere invece sede naturale di controllo dell’osservanza degli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio a carico degli iscritti sarà la funzione disciplinare: spetterà ai Consigli di disciplina valutare la eventuale violazione della normativa e applicare le relative sanzioni, secondo le modalità previste dall’ordinamento vigente.

Piattaforma FPC – Nuove funzionalità
Per consentire agli Ordini territoriali di categoria di distinguere, fin dall’avvio della procedura di presentazione delle richieste di accreditamento, le attività formative utili anche per l’assolvimento degli obblighi formativi dei revisori legali, il Consiglio nazionale dei commercialisti ha sviluppato nuove funzionalità della piattaforma dedicata alla FPC.
Le modifiche, infatti, permetteranno all’Ordine e al Soggetto autorizzato all’erogazione di eventi formativi di individuare nella scheda evento anche i crediti riconducibili alle materie caratterizzanti e non caratterizzanti la revisione legale.

Indagine statistica – Dati società di persone
I commercialisti avranno tempo fino al 31 gennaio per partecipare alla ricerca statistica avviata dal Consiglio nazionale della categoria, per tramite della sua Fondazione e in collaborazione con Zucchetti Software Giuridico srl, finalizzata ad acquisire dati delle società di persone non immediatamente disponibili nelle banche-dati ufficiali.
L’obiettivo dell’indagine, infatti, è acquisire dati dal 1° gennaio 2012 ad oggi relativi all’ammontare dei debiti accertati negli stati passivi, sia in via tempestiva che tardiva, e resi esecutivi nelle sezioni fallimentari dei Tribunali italiani.
“È necessaria la collaborazione di tutti i professionisti che operano nelle procedure concorsuali – afferma il presidente del Cndcec, Massimo Miani – al fine di poter disporre di dati consistenti e scientificamente validi in grado di essere utilizzati come data base a sostegno di uno studio nell’area del diritto societario che potrà altresì condurre alla formulazione di proposte di aggiornamento delle norme del Codice civile”.